Due meccanismi fanno crescere un fondo pensione più di quanto versi di tasca tua.
Il contributo del datore di lavoro
Se sei dipendente e aderisci al fondo previsto dal tuo contratto collettivo, versando almeno la quota minima a tuo carico, il datore di lavoro aggiunge un suo contributo: una percentuale della retribuzione fissata dal contratto. Se non aderisci, o scegli un fondo diverso, di norma non lo ricevi.
La deduzione dei contributi
I contributi versati al fondo, compresi quelli del datore, si sottraggono dal reddito su cui paghi l’IRPEF, fino a 5.300 € l’anno dal 2026. Il TFR versato al fondo non rientra nel limite.
Il risparmio dipende dalla tua aliquota. Con un’aliquota IRPEF del 33%, 1.000 € versati riducono l’imposta di 330 €, più le addizionali regionali e comunali.
Chi ha iniziato a lavorare dal 2007 può recuperare in parte, dal sesto anno di iscrizione, la deduzione non usata nei primi cinque: fino a 2.650 € l’anno in più.
Il rovescio
Le tasse risparmiate oggi non spariscono del tutto: una parte si paga quando ritiri i soldi, con aliquote agevolate. È il tema della prossima guida.