In Italia ci sono tre famiglie principali di fondi pensione.
Fondi negoziali
Nascono dai contratti collettivi, fra sindacati e associazioni dei datori di lavoro, per un settore, un’azienda o un territorio: per esempio Cometa per i metalmeccanici. Sono riservati ai lavoratori di quel contratto e non hanno scopo di lucro. Di solito è qui che arriva il contributo del datore di lavoro.
Fondi aperti
Li istituiscono banche, assicurazioni, SGR e SIM. Può aderire chiunque, da solo o tramite un accordo aziendale: dipendenti, autonomi, liberi professionisti.
PIP
I piani individuali pensionistici sono polizze vita con finalità previdenziale, offerte dalle compagnie di assicurazione. Si aderisce solo individualmente.
Cosa cambia nei costi
L’ISC, l’indicatore sintetico dei costi, dice di quanto i costi riducono ogni anno il rendimento. Nei dati COVIP 2025, l’ISC a 10 anni del comparto mediano è:
- fondi negoziali: 0,44% l’anno;
- fondi aperti: 1,32%;
- PIP: 2,13%.
Dentro ogni famiglia ci sono comparti più e meno cari, e il costo si legge insieme a rendimento e rischio. Esistono anche i fondi preesistenti, nati prima del 1993 per singole aziende o categorie: su questo sito non ci sono.