La pensione pubblica la paga l’INPS, o la cassa della tua professione, con i contributi versati mentre lavori: per un dipendente circa un terzo della retribuzione lorda, in gran parte a carico del datore di lavoro.
Come si calcola
Per chi ha iniziato a lavorare dal 1996 vale il sistema contributivo: l’assegno dipende da quanto hai versato in tutta la carriera e dall’età in cui smetti: più tardi vai in pensione, più alto è l’assegno.
Quando ci si va
Le due strade principali, con i requisiti del 2026:
- pensione di vecchiaia: 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi;
- pensione anticipata: a qualunque età, con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne), più tre mesi di attesa per il primo assegno.
I requisiti seguono la speranza di vita: dal 2027 salgono di un mese, dal 2028 di tre mesi rispetto a oggi.
Perché conta per il fondo pensione
Con il contributivo, per molti l’assegno coprirà una quota dell’ultimo stipendio più bassa rispetto alle generazioni precedenti. La previdenza complementare nasce per affiancargli un secondo assegno. Una stima del tuo caso la trovi nel servizio INPS «La mia pensione futura».