Da dipendente del settore privato maturi ogni anno il TFR, circa il 7% della retribuzione lorda. Puoi lasciarlo in azienda o versarlo in un fondo pensione.
Se resta in azienda
- si rivaluta ogni anno dell’1,5% più il 75% dell’inflazione, con il 17% di tasse sulla rivalutazione;
- lo ricevi quando finisce il rapporto di lavoro, tassato con un’aliquota che parte dal 23%;
- un anticipo si può chiedere solo in alcuni casi, dopo 8 anni nella stessa azienda.
Se va nel fondo pensione
- viene investito nel comparto che scegli: il risultato segue i mercati e può essere più alto o più basso della rivalutazione in azienda;
- i rendimenti sono tassati al 20% (12,5% sui titoli di Stato), il ritiro dal 15% al 9%;
- se aderisci al fondo del tuo contratto e versi anche una quota tua, di solito arriva il contributo del datore di lavoro.
Una scelta in una sola direzione
Dal fondo puoi passare a un altro fondo, ma il TFR non torna in azienda. Chi lo lascia in azienda, invece, può decidere più avanti di versarlo nel fondo.
Dal 1° luglio 2026 chi è al primo impiego nel settore privato viene iscritto in automatico al fondo del contratto: per tenere il TFR in azienda ha 60 giorni.