Previlio

Comparti da confrontare

    Nessun comparto selezionato. Usa il + accanto a un comparto per aggiungerlo.

    Confronta

    Come funziona un fondo pensione

    di Matteo Todeschi · · 8 minuti di lettura

    In breve

    Cos’è un fondo pensione

    Un fondo pensione è uno strumento di previdenza complementare: si aggiunge alla pensione pubblica, non la sostituisce. Ci versi dei soldi mentre lavori, il fondo li investe e, quando vai in pensione, ti restituisce quanto hai accumulato.

    Rispetto alla pensione pubblica cambiano due cose:

    Può iscriversi chiunque: lavoratori dipendenti e autonomi, ma anche chi non lavora. Si può iscrivere anche un familiare fiscalmente a carico, per esempio un figlio. Tutti i fondi sono vigilati dalla COVIP, la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, e a fine 2025 gli iscritti erano più di 10 milioni.

    I tipi di fondo pensione

    I tipi principali sono tre: fondi negoziali, fondi aperti e PIP. Nei dati COVIP del 2025 sono 144 fondi in tutto, con 489 comparti.

    Tipo Chi può aderire Fondi Costo tipico (ISC a 10 anni)
    Fondi negoziali i lavoratori di un settore o di un contratto 33 0,44%
    Fondi aperti tutti, da soli o tramite il datore di lavoro 38 1,32%
    PIP, piani individuali pensionistici tutti, solo con adesione individuale 73 2,13%

    Il costo tipico è la mediana dell’indicatore sintetico dei costi a 10 anni dei comparti di ogni tipo.

    Ci sono poi i fondi preesistenti, nati prima della riforma del 1993 per i dipendenti di alcune aziende o settori, come banche e assicurazioni: non sono aperti al pubblico. Tutti gli altri sono nell’elenco dei fondi pensione.

    Cosa si versa

    I versamenti arrivano da tre fonti, che si possono sommare:

    Dal 1° luglio 2026 chi viene assunto per la prima volta nel settore privato è iscritto in automatico al fondo previsto dal contratto, con il TFR. Ha 60 giorni per rinunciare o per scegliere un altro fondo. Se non sceglie, i soldi vanno in un percorso life-cycle, che riduce il rischio con l’avvicinarsi della pensione.

    I tuoi contributi si possono aumentare, ridurre o sospendere, e la posizione resta investita. Il TFR invece continua ad arrivare finché resti con lo stesso datore di lavoro.

    Come vengono investiti i soldi

    Quando aderisci scegli un comparto, cioè una linea di investimento: garantito, obbligazionario, bilanciato o azionario, dal più prudente al più esposto ai mercati. Molti fondi offrono anche percorsi life-cycle, che spostano la posizione verso comparti più prudenti con il passare degli anni. Il comparto si può cambiare, di norma dopo almeno un anno.

    La posizione si misura in quote: i versamenti comprano quote, e il valore della quota sale e scende con gli investimenti, al netto dei costi.

    I soldi li investono gestori professionali scelti dal fondo, e un depositario custodisce i titoli e controlla le operazioni. Il patrimonio del fondo è separato da quello della società che lo gestisce: non può essere usato per pagarne i debiti. Questo protegge i soldi dai problemi della società, non dalle oscillazioni dei mercati.

    Quanto hanno reso in media i fondi pensione, secondo la COVIP:

    Linea Rendimento medio annuo, 2016-2025
    Azionaria fra 4,8% e 5,1%
    Bilanciata fra 1,9% e 2,9%
    Obbligazionaria e garantita sotto l’1%
    Gestioni separate dei PIP 1,5%
    TFR lasciato in azienda 2,5%

    I rendimenti dei fondi sono al netto di costi e tasse; gli intervalli vanno dal tipo di fondo con il risultato più basso a quello con il più alto. Sono medie: fra comparti della stessa linea le differenze sono ampie, e i risultati passati non dicono come andranno i prossimi anni. Nel solo 2025 i fondi negoziali hanno reso in media il 4,8%, i fondi aperti il 5,7% e i PIP unit linked il 5,1%, contro l’1,9% del TFR.

    Quanto costa un fondo pensione

    I costi si pagano in più forme: una quota di iscrizione, una spesa annua fissa, una percentuale sul patrimonio, a volte una spesa su ogni versamento. Per renderli confrontabili la COVIP fa calcolare a tutti i fondi l’indicatore sintetico dei costi (ISC): di quanto i costi riducono ogni anno la posizione, per un iscritto tipo che versa 2.500 € l’anno.

    Su tempi lunghi la differenza pesa. Con 2.500 € l’anno per 35 anni e un rendimento del 4% prima dei costi, un ISC dell’1% porta a circa 151.000 €, uno del 2% a circa 125.000 €: un punto di costo in più vale circa 26.000 €. I costi di ogni comparto sono nel comparatore.

    I vantaggi fiscali

    Il fondo pensione ha una tassazione più bassa di quella ordinaria in tre momenti.

    Quando si possono ritirare i soldi

    Alla pensione

    Servono due condizioni: avere maturato i requisiti per la pensione pubblica e almeno 5 anni di iscrizione alla previdenza complementare. A quel punto:

    Prima della pensione

    Le anticipazioni si possono chiedere anche restando iscritti:

    Motivo Quanto Da quando
    Spese sanitarie gravi, per te o la famiglia fino al 75% in ogni momento
    Prima casa, tua o dei figli: acquisto o ristrutturazione fino al 75% dopo 8 anni
    Altre esigenze, senza doverle motivare fino al 30% dopo 8 anni

    Il riscatto chiude la posizione, in tutto o in parte:

    Con la RITA, chi smette di lavorare a non più di 5 anni dalla pensione di vecchiaia, con almeno 20 anni di contributi e 5 di iscrizione, riceve la posizione a rate fino alla pensione; chi è senza lavoro da più di 24 mesi può chiederla fino a 10 anni prima.

    Le tasse cambiano con il motivo: dal 15% al 9% per spese sanitarie, RITA e riscatti per disoccupazione o invalidità; 23% per prima casa, altre esigenze e riscatto per altri motivi.

    Se l’iscritto muore

    Prima della pensione la posizione va alle persone indicate come beneficiari o, in mancanza, agli eredi.

    Se cambi fondo

    Dopo almeno due anni di iscrizione puoi trasferire la posizione a un altro fondo, senza pagare tasse. Con la legge di bilancio 2026 il trasferimento non fa più perdere il contributo del datore di lavoro.

    I limiti da conoscere

    Come confrontare i fondi

    Per orientarsi servono poche informazioni: se il tuo contratto ha un fondo negoziale con il contributo del datore di lavoro, quanti anni mancano alla pensione, quanto rischio sei disposto a correre e quanto costa ogni comparto. Sono le domande da farsi prima di scegliere un fondo pensione. Costi e rendimenti di tutti i comparti sono nel comparatore.

    Domande frequenti

    Come funziona un fondo pensione, in parole semplici?

    Ci versi soldi mentre lavori: contributi tuoi, il TFR e, se il contratto lo prevede, un contributo del datore di lavoro. Il fondo li investe nel comparto che scegli e li tiene in una posizione a tuo nome. Quando vai in pensione ricevi quanto hai accumulato, fino al 50% in capitale e il resto come rendita.

    Chi può iscriversi a un fondo pensione?

    Chiunque: lavoratori dipendenti e autonomi, ma anche chi non lavora. Si può iscrivere anche un familiare fiscalmente a carico, per esempio un figlio. I fondi negoziali sono riservati ai lavoratori dei settori a cui si rivolgono; fondi aperti e PIP sono aperti a tutti.

    Quanto si può versare in un fondo pensione?

    Non c'è un limite ai versamenti. Dal 2026 sono deducibili dal reddito fino a 5.300 € l'anno, contando anche il contributo del datore di lavoro e non il TFR. Quello che si versa oltre il limite non riduce le tasse, ma non viene tassato di nuovo all'uscita se lo si comunica al fondo.

    I soldi nel fondo pensione sono protetti se la società che lo gestisce fallisce?

    Il patrimonio del fondo è separato da quello della società che lo gestisce e non può essere usato per pagarne i debiti. Questo protegge i soldi dai problemi della società, non dall'andamento dei mercati: il valore della posizione sale e scende con gli investimenti del comparto scelto.

    Si possono ritirare i soldi dal fondo pensione prima della pensione?

    Sì, nei casi previsti dalla legge: anticipazioni fino al 75% per spese sanitarie gravi in ogni momento e per la prima casa dopo 8 anni, fino al 30% per altre esigenze dopo 8 anni; riscatti in caso di disoccupazione, invalidità o perdita dei requisiti; la RITA per chi smette di lavorare pochi anni prima della pensione.

    Cosa succede al fondo pensione se l'iscritto muore?

    Se l'iscritto muore prima della pensione, la posizione viene riscattata dalle persone che ha indicato come beneficiari o, in mancanza, dagli eredi. Dopo la pensione dipende dal tipo di rendita scelta: alcune proseguono a favore di un'altra persona, altre si fermano.

    Leggi anche